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IMMACULATA CORREDEMPTRIX

al Pellegrinaggio di Pentecoste

Notre-Dame de Chrétienté

da Parigi a Chartres

Benvenuti al Pellegrinaggio di Chartres!

In breve, camminiamo in pellegrinaggio dalla cattedrale di Notre-Dame di Parigi alla cattedrale di Notre-Dame di Chartres, percorrendo circa 100 km in tre giorni. Significa lunghe ore di cammino, alzatacce, arrivo al campo solo la sera e perciò richiede una ragionevole disposizione fisica e di salute. Ogni giorno sarà celebrata la S. Messa in rito antico e meditato il santo rosario. Saranno inoltre disponibili sacerdoti per confessioni e direzione spirituale.

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Cos’è il pellegrinaggio da Parigi a Chartres?

Chartres è il centro della storia religiosa di Francia.
Sin dal tempo dei romani, quando la “Virgo Paritura” era già venerata, fino ai giorni nostri, il santuario non ha cessato di attirare pellegrini da ogni dove e di ogni rango, da tutti i re di Francia fino ai più poveri.
Il pellegrinaggio di Chartres è una tradizione molto antica in Francia, riproposta da circa una trentina d’anni ma con rinnovato entusiasmo dall’associazione Notre-Dame de Chrétienté.
Il pellegrinaggio è un cammino di preghiera e penitenza, ed ha un significato sia individuale che sociale. Incoraggiato dai Papi e da numerosi vescovi, al Pellegrinaggio di Chartres partecipano ogni anno più di 8.000 fedeli, provenienti da una ventina di nazioni diverse. Tutti sono uniti in preghiera durante i tre giorni di marcia: circa 100 km, che lo rendono il maggiore pellegrinaggio di questo tipo in tutta l’Europa occidentale.

Liturgia tradizionale

Ogni giorno, la Messa è celebrata nella forma più bella, secondo il Messale di Giovanni XXIII.
La liturgia è quella tradizionale, la lingua è quella della Chiesa: il latino.
Il nostro cammino è dinamico, come reazione al materialismo del nostro tempo. Ci inseriamo nell’alveo della dottrina tradizionale, insegnata dalla Chiesa.
Col desiderio di operare per il Regno Sociale di Nostro Signore, vogliamo che la nostra Fede riempia la nostra vita, la nostra famiglia, il nostro lavoro e la nostra nazione. Seguendo Huysmans, Psichari, Peguy ed altri illustri convertiti, i pellegrini camminano verso Chartres per la Cristianitò, il lato migliore della civiltà, dove Cristo regna sulle vite e le occupazioni degli uomini, sulle famiglie e le nazioni. Una chiamata alla conversione, un pubblico atto di riparazione verso il Sacro Cuore, questo pellegrinaggio è un omaggio a Cristo Nostro Signore ed alla Vergine Maria.

Capitolo italiano e tema

I pellegrini procedono in “capitoli”, gruppi di diverso numero. Il cappellano ci accompagnerà durante tutto il cammino, ascoltando le confessioni, proponendo le meditazioni, le preghiere e la dottrina della Chiesa.
Per ora, i numeri non ci consentono di realizzare, come sarebbe opportuno, capitoli diversi in base all’età (giovani, famiglie, anziani…), né di predisporre percorsi alternativi o trasporti per famiglie con bambini, donne incinte, invalidi etc. Invitiamo però a contattarci in ogni caso, così da venire incontro ad ogni esigenza, per quest’anno o per il futuro.

Le meditazioni seguono un tema proposto, diverso per ogni anno mentre ogni singolo giorno di pellegrinaggio è posto sotto la protezione di un santo patrono e guidato da una meditazione principale.

Consacrazione alla Beata Vergine Maria

Al campo di Gas, prima dell’esposizione del Santissimo Sacramento, è fortemente raccomandato ai pellegrini di consacrarsi (o riconsacrarsi) a Maria Santissima, secondo le indicazioni ed il metodo proposti da S. Luigi di Montfort nel Trattato della vera devozione a Maria.
La preparazione richiede 33 giorni, ca. 4 settimane, per terminare il giorno prima della partenza.

Il pellegrinaggio

Omelia di dom Gérard Calvet
in occasione del Pellegrinaggio di Pentecoste del 1985

 

Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Così sia.

Cari pellegrini di Notre-Dame,
Eccovi infine riuniti in compagnia dei vostri angeli custodi, presenti anch’essi a migliaia, che salutiamo con affetto e riconoscenza, al termine di questo ardente pellegrinaggio pieno di preghiere, di canti e di sacrifici, e già parecchi tra di voi hanno ritrovato la veste bianca dell’innocenza battesimale. Quale felicità!
Eccovi riuniti per grazia di Dio nella navata di questa cattedrale benedetta, sotto lo sguardo di Notre Dame de la Belle Verrière, una delle più belle immagini della Santissima Vergine. Immagine davanti alla quale noi sappiamo che san Luigi è venuto a inginocchiarsi dopo un pellegrinaggio compiuto a piedi nudi.
E questo non ci basta a ridarci il gusto delle nostre radici cristiane e francesi? Noi vi ringraziamo, cari pellegrini, perché in onore di questa Vergine santa voi vi siete messi in marcia a migliaia, e sono migliaia di voci che escono da migliaia di petti, di tutte le età e di tutte le condizioni, che ci danno questa sera l’immagine la più bella e la più viva della cristianità.
Vi ringraziamo di presentarvi ogni anno come una parabola vivente, perché quando nel corso di questi tre giorni di marcia verso il santuario di Maria voi avanzate pregando e cantando, esprimete la condizione stessa della vita cristiana, che è di essere un lungo pellegrinaggio e una lunga marcia verso il paradiso. E questa marcia finisce nella chiesa, che è l’immagine del santuario celeste.
La vita cristiana è una marcia, spesso dolorosa, che passa per il Golgota, ma rischiarata dagli splendori dello Spirito. E che sfocia nella gloria. Ah, possono perseguitarci, ma non permetto che ci si compatisca. Perché noi apparteniamo a una razza d’esiliati e di viandanti, dotati di un prodigioso potere d’invenzione, ma che rifiuta – è la sua religione – di lasciarsi distogliere lo sguardo dalle cose del Cielo.
Non è forse quello che canteremo tra poco alla fine del Credo: Et exspecto, – e attendo, – Vitam venturi saeculi, – la vita del secolo futuro. Oh, non un’età dell’oro terrestre, frutto di una supposta evoluzione, ma il vero paradiso di Dio, di cui Gesù parlava quando disse al buon ladrone: “Oggi sarai con me in paradiso”. Se noi cerchiamo di pacificare la terra, di abbellire la terra, non è per sostituire il Cielo, ma per servigli da scala.
E se un giorno, di fronte alla barbarie montante, dovremo prendere le armi in difesa delle nostre città carnali, è perché esse sono, come diceva il nostro caro Péguy, “l’immagine e l’inizio e il corpo e l’assaggio della casa di Dio”. Ma anche prima che suoni l’ora di una riconquista militare, non è forse permesso parlare di crociata, almeno quando una comunità si trova minacciata nelle sue famiglie, nelle sue scuole, nei suoi santuari, nell’anima dei suoi bambini?
E parimenti, cari amici, noi non abbiamo paura della rivoluzione: temiamo piuttosto l’eventualità di una controrivoluzione senza Dio. Questo significherebbe rimanere chiusi nel ciclo infernale del laicismo e della desacralizzazione. Non ci sono parole per significare l’orrore che deve ispirarci l’assenza di Dio nelle istituzioni del mondo moderno. Guardate l’ONU: architettura curata, aula gigantesca, bandiere delle nazioni che sventolano nel cielo. Niente crocifisso!
Il mondo si organizza senza Dio, senza riferimento al suo Creatore. Immensa bestemmia!
Entrate in una scuola di stato: i fanciulli vi sono istruiti su tutto. Silenzio su Dio! Scandalo atroce! Mutilazione dell’intelligenza, atrofia dell’anima – senza parlare delle leggi che permettono il crimine abominevole dell’aborto. Ciò che è più triste, cari fratelli, e più vergognoso, è che la massa dei cristiani finisce per abituarsi a questo stato di cose. Non protestano, non reagiscono. Oppure, per darsi una scusante, invocano l’evoluzione dei costumi e delle società. Che vergogna! Vi è qualche cosa di peggio del rinnegamento dichiarato, diceva uno dei nostri, è l’abbandono dei principi col sorriso sulle labbra, scivolare lentamente dandosi arie di fedeltà. Non è un odore putrido quello che esala dalla civiltà moderna?
Ebbene, contro questa apostasia della civiltà e dello Stato, che distrugge le nostre famiglie e le nostre città, noi proponiamo un grande rimedio, esteso all’intero corpo, proponiamo l’idea-forza di ogni civiltà degna di questo nome: la cristianità.
Che cos’è la cristianità? Cari pellegrini, voi lo sapete e ne avete appena fatto l’esperienza: la cristianità è un’alleanza del sole e del cielo, un patto sigillato col sangue dei martiri tra la terra degli uomini e il paradiso di Dio, un giuoco candido e serio, un umile inizio della vita eterna. La cristianità, cari fratelli, è la luce del Vangelo proiettata sulle nostre patrie, le nostre famiglie, sui nostri costumi e i nostri mestieri. La cristianità è il corpo carnale della Chiesa, il suo baluardo, la sua iscrizione temporale.
Le cristianità per noi francesi è la Francia gallo-romana, figlia dei suoi vescovi e dei suoi monaci. È la Francia di Clodoveo convertito da santa Clotilde e battezzato da san Remigio. È il paese di Carlo Magno consigliato dal monaco Alcuino, entrambi organizzatori delle scuole cristiane, riformatori del clero, protettori del monasteri.
La cristianità per noi è la Francia del XII secolo, coperta da un bianco mantello di monasteri, ove Cluny e Cîteuax gareggiavano in santità, ove migliaia di mani giunte, consacrate alla preghiera intercedevano notte e giorno per le città temporali. È la Francia del XIII secolo, governata da un santo re, figlio di Bianca di Castiglia, che invitava alla sua mensa san Tommaso d’Aquino, mentre i figli di san Domenico e di san Francesco si lanciavano sulle strade e nelle città a predicare il Vangelo del Regno.
La cristianità in Spagna è san Ferdinando, il re cattolico, è Isabella di Francia, sorella di san Luigi, che rivaleggiava col fratello in pietà, in coraggio e in intelligente bontà.
La cristianità, cari pellegrini, è il mestiere delle armi, temperato e consacrato dalla cavalleria, la più alta incarnazione dell’idea militare; è la crociata ove l’epopea è messa al servizio della fede, ove la carità si esprime con il coraggio e il sacrificio.
La cristianità è lo spirito laborioso, il gusto del lavoro ben fatto, il nascondersi dell’artista dietro la sua opera. Conoscete il nome degli autori di questi capitelli e di queste vetrate?
La cristianità è l’energia intelligente e inventiva, la preghiera tradotta in azione, l’utilizzazione di tecniche nuove e ardite. È la cattedrale, slancio vertiginoso, immagine del cielo, immenso vascello ove il canto gregoriano si eleva unanime per ridiscendere in nappe silenziose nei cuori pacificati.
La cristianità, fratelli miei, – siamo veridici – è anche un mondo minacciato dalle forze del male, un mondo crudele dove si affrontano le passioni, un paese in preda all’anarchia, il reame dei gigli saccheggiato dalla guerra, gli incendi, la carestia, la peste che semina la morte nelle campagne e nelle città. Una Francia infelice, privata del suo re, in piena decadenza, votata all’anarchia e al sacco. Ed è in questo universo di fango e di sangue che l’humus della nostra umanità peccatrice, arrossata dalle lacrime della preghiera e della penitenza, fa germogliare il più bel fiore della nostra civiltà, la figura la più pura e la più nobile, lo stelo più diritto che sia nato sul nostro suolo di Francia: Giovanna di Domrémy.
Santa Giovanna d’Arco finirà di dirci che cos’è una cristianità. Non è soltanto la cattedrale, la crociata e la cavalleria; non è solo l’arte, la filosofia, la cultura e i mestieri degli uomini, che salgono verso il trono di Dio come una santa liturgia. È anche e soprattutto la proclamazione della regalità di Gesù Cristo sulle anime, le istituzioni e i costumi. È l’ordine temporale dell’intelligenza e dell’amore sottomesso alla altissima e santissima regalità del Signore Gesù.
È l’affermazione che i sovrani della terra non sono che i luogotenenti del re del Cielo. “Il regno non è a voi, dice Giovanna d’Arco al delfino. È a Messere. – E qual è il vostro Sire? viene chiesto a Giovanna. – È il re del Cielo, risponde la giovane, ed Egli ve lo affida affinché lo governiate in suo nome”.
Quale allargamento delle nostre prospettive! Quale visione grandiosa della dignità dell’ordine temporale. In un passaggio che colpisce, la pastorella di Domrémy ci consegna il pensiero di Dio sul regno interiore delle nazioni. Perché le nazioni, – e la nostra in particolare – sono famiglie amate da Dio, amate a tal punto che Gesù Cristo, dopo averle raccolte e lavate col suo sangue, vuole ancora regnare su di esse con un regno tutto di pace, di giustizia e d’amore che prefigura il Cielo. “Francia, sei fedele alle promesse del tuo battesimo?” chiedeva il papa cinque anni orsono.
Santissima Vergine Maria, Nostra Signora di Francia, Nostra Signora di Chartres, noi vi chiediamo di guarire questo popolo infermo, di rendergli la sua purezza di infante, il suo onore di figlio. Noi vi chiediamo di rendergli la sua vocazione terriera, la sua vocazione rurale, le sue famiglie numerose che si curvano con rispetto e amore sulla terra che le nutre. Questa terra che ha saputo produrre, nel corso dei secoli, un pane onesto e frutti di santità. Santissima Vergine, rendete a questo popolo la sua vocazione di soldato, di lavoratore, di poeta, di eroe e di santo. Ridateci l’anima della Francia!
Liberateci da questo flagello ideologico che violenta l’anima di questo popolo. Hanno cacciato il crocifisso dalle scuole, dai tribunali e dagli ospedali. Fanno in modo che l’uomo sia educato senza Dio, giudicato senza Dio e che muoia senza Dio. È dunque a una crociata e a una riconquista che noi siamo chiamati. Riconquistare le nostre scuole, le nostre chiese, le nostre famiglie.
Allora, un giorno, se Dio ce ne fa la grazia, noi vedremo, al termine dei nostri sforzi, venire a noi il volto radioso e tanto amato di quella che i nostri avi chiamavano la dolce Francia. La dolce Francia, immagine della dolcezza di Dio. Ci sarà consentito, questa sera, davanti a migliaia di pellegrini, di parlare della dolcezza di Dio?
È un monaco che vi parla. E la dolcezza di Dio, voi lo sapete, ricompensa al di là di ogni previsione le battaglie che i suoi servitori combattono per il Regno.
Dolcezza paterna di Dio. Dolcezza del crocifisso. O dolce Vergine Maria, avvolgete in un manto di dolcezza e di pace le nostre anime che affrontano dure battaglie. L’anno prossimo è a tutta la cristianità che noi diamo appuntamento ai piedi di Nostra Signora di Chartres, che sarà ormai la nostra Czestochowa nazionale.
Lo Spirito Santo vi illumini, la santissima Vergine vi protegga e l’esercito degli angeli vi protegga. Così sia.

Tema

35° Pellegrinaggio di Pentecoste

3, 4 e 5 giugno 2017

Santa Maria, Madre di Dio

 

Consacrazione a Maria

Secondo il metodo di San Luigi Maria Grignion de Montfort

immacolata_concezioneOgni anno, la sera della domenica di Pentecoste, i pellegrini di Chartres si consacrano per la prima volta o rinnovano la loro consacrazione) alla Santa Vergine Maria davanti al Santissimo Sacramento esposto nel centro del campo di Gas.
Questa devozione è molto importante.
Durante i 33 giorni che precedono il pellegrinaggio potete seguire il percorso proposto nelle pagine sotto indicate, per preparavi al pellegrinaggio ed alla consacrazione. Le letture e le preghiere proposte per ogni giorni vi permetteranno di meditare e di rendervi pronti.

2016

  • Preparazione di 33 giorni da lunedì 11 aprile a venerdì 13 maggio
  • Partenza del Pellegrinaggio sabato 14 maggio
  • Giorno della consacrazione Domenica 15 maggio, Pentecoste, alla sera

Vai al Trattato della Vera Devozione a Maria Santissima

Vai alla pagina dedicata, con il mese di preparazione

Iscrizioni

Per iscriversi o anche solo per farci sapere che siete interessati, si può inviare una e-mail all’indirizzo

ndc@sanremigioverona.org

Riceverete tutte le informazioni, le istruzioni per completare l’iscrizione e sarete inseriti nella mailing list per la formazione spirituale e per tutti gli avvisi prima della partenza. Ogni comunicazione sarà inviata per e-mail, quindi è necessario fornire un indirizzo e-mail valido e presidiato.

Grazie alla quota, l’organizzazione:
– Assicura il trasporto di bagagli e tende;
– Fornisce a ciascun pellegrino un libretto per seguire il pellegrinaggio;
– Procura la zuppa calda alla sera, la colazione al mattino e pane, acqua, zucchero lungo l’intero cammino;
– Rende disponibili, durante i bivacchi: lavandini, W.C., prese elettriche ed alcune tende comuni per quanti non troveranno posto nelle tende private (sarà data priorità a noi stranieri ed alle famiglie);
– Assicura un servizio di trasporto e di raccolta dei pellegrini non più in grado di proseguire a piedi;
– Assieme all’Ordine di Malta, assicura la presenza di medici e personale sanitario;
– Mette a disposizione un treno per il ritorno da Chartres a Parigi o nelle stazioni intermedie il lunedì dopo la Messa nella Cattedrale;
– Conserva gli oggetti ritrovati.


 

ISTRUZIONI PER ISCRIVERSI

Le iscrizioni apriranno il 9 aprile 2017 (Domenica delle Palme)

  
Sono previsti sconti per le famiglie numerose.
Ricordiamo che la quota non è destinata al nostro Capitolo ma viene direttamente versata all’associazione francese che organizza l’intero pellegrinaggio.

 

Informazioni

s-cuore

Cosa portare

Abiti comodi e adatti per camminare all’aperto in diverse condizioni climatiche. Scarpe o scarponcini (non però nuovi: se doveste prenderne un paio per l’occasione, indossatelo per un po’ di tempo prima di affrontare un percorso lungo come il pellegrinaggio). Le calze in materiale sintetico sono generalmente sconsigliate.

1) Uno zainetto, da avere sempre con sé:

  • Cibo: pranzo per il giorno e spuntini energetici (frutta secca, cioccolato, etc.). Tonno in scatola, formaggio, salumi…
  • Impermeabile, poncho, cerata… qualsiasi cosa per proteggersi dalla pioggia e coprire lo zaino (potrebbe piovere parecchio!)
  • Maglioncino
  • Bottiglia o borraccia per l’acqua (fornita durante il pellegrinaggio) e posate (coltello, forchetta, cucchiaio)
  • Tazza per tè/caffè/zuppe (forniti dall’organizzazione)
  • Cappello con visiera o bandana e crema solare, per proteggersi dal sole
  • Guida del Pellegrino (fornita alla partenza: contiene i testi della Messa, canti, preghiere…)
  • Custodia o sacchetto in plastica per proteggere la Guida del Pellegrino
  • Cerotti e semplici medicinali (aspirine, mal di testa, disturbi di stomaco etc…)
  • Rosario

2) Un bagaglio più grande (borsone, zaino capiente…), che sarà caricato ogni mattina sui furgoni e ritirato ogni sera, contenente:

  • Riserve di cibo (per i pasti successivi)
  • Torcia
  • Maglione, felpa, vestiti caldi… (la mattina può fare freddo)
  • Vestiti di ricambio (pullover, magliette, pantaloni, biancheria, calze)
  • Scarpe per la sera (per camminare servono scarpe o scarponi adatti: se fossero nuovi, indossateli per qualche giorno prima di partire)
  • Effetti personali e consigliamo anche un rotolo di carta igienica
  • Pigiama per la notte
  • Sacco a pelo (caldo, per la notte)
  • Tenda (se ne avete una) o materassino (per le tende comuni)

N.B.: Assicurarsi di coprire adeguatamente tutti i propri bagagli in modo da renderli impermeabili, per evitare che la pioggia possa bagnarne il contenuto quando saranno lasciati all’aperto. In particolare, i vestiti ed il sacco a pelo andrebbero chiusi in sacchetti di plastica o contenitori impermeabili.

 

Programma

Salvo eventuali variazioni
Sabato 14 maggio 2016 (Vigilia di pentecoste)

06:30 Dalle 6:00, ritrovo davanti alla cattedrale di Notre Dame – Parigi per consegnare i bagagli pesanti.
07:00 Messa a Notre Dame
08:30 Partenza
13:30 Pranzo a Bièvres (les Damoiseaux)
20:00 Arrivo a Ferté-Choisel per la cena e pernottamento (Veglia alle 21:00)

Domenica 15 maggio (Pentecoste)

5:00 Sveglia, colazione e carico dei bagagli pesanti
06:00 Partenza dei primi capitoli
13:00 Solenne Messa di Pentecoste e pranzo a Rambouillet
20:00 Arrivo a Gas
21:00 S. Messa con benedizione eucaristica ed adorazione notturna al Ss.mo. Consacrazione alla B.V.M.

Lunedì 16 maggio (Lunedì di Pentecoste)

5:30 Sveglia, colazione e carico dei bagagli pesanti
06:30 Partenza dei primi capitoli
11:30 Pranzo
14:30 Arrivo a Chartres
15:00 S. Messa solenne nella Cattedrale Notre-Dame di Chartres

Trasporti e bagagli

L’arrivo a Parigi ed il ritorno a casa è libero. Sono disponibili diverse soluzioni: aereo, autobus (es. …), treno (es. Thello, SCNF…).
Per conoscere comunque come si sposteranno gli organizzatori italiani e per ogni supporto chiarimenti richiesta dubbio, scrivete una e-mail all’indirizzo riportato in fondo alla pagina: potremmo fare il viaggio insieme o conoscerci la sera del venerdì!

I pellegrini possono lasciare il loro bagaglio pesante direttamente agli addetti, non appena arriveranno davanti alla Cattedrale di Parigi il sabato mattina. Ci sarà un furgoncino dedicato agli stranieri (non francesi). Il bagaglio sarà trasportato fino al campo serale dove potrà essere recuperato. E’ importante non dimenticare di applicare un’etichetta ai propri zaini e borse, indicando il nome ed alcune informazioni per essere contattati, oltre ad attaccare una striscia di stoffa del colore che sarà indicato per identificarli come bagagli del gruppo «STRANIERI».

Ritrovi, pasti, bivacchi

Agli iscritti varrà comunicato il punto di ritrovo (ci saranno tanti pellegrini!), così potremo assistere insieme alla S. Messa del sabato ed essere già pronti per partire.
Ai partecipanti verrà richiesto di fornire un numero di telefono (anche per gruppi) per eventuali comunicazioni urgenti e per rintracciare chi non riusciamo a trovare o dovesse, per motivi seri, separarsi dal capitolo.

L’associazione organizzatrice, Notre-Dame de Chrétienté, fornisce pane ed acqua ai pasti. Al campo, la sera, viene servita una zuppa calda per chi la desideri e la colazione del mattino (caffè, cioccolata calda, pane e marmellata). I pellegrini devono, comunque, portare il proprio cibo, a sufficienza almeno per tre pranzi al sacco e per integrare la zuppa a cena. Gli articoli alimentari dovranno essere portati da casa, poiché ci saranno davvero poche opportunità di comperare qualsiasi cosa durante il pellegrinaggio.

Notre-Dame de Chrétienté provvederà ad attrezzare il campo tende con lavandini (solo acqua fredda), wc, rete elettrica ed alcune tende comuni (ca. 50 posti ciascuna: chi non fosse provvisto di tenda ci avvisi quanto prima così proveremo a riservare alcuni posti nelle tende comuni). Le tende sono separate per maschi e femmine.
All’arrivo al campeggio, i pellegrini possono ritirare i propri bagagli e raggiungere l’area dedicata agli “STRANIERI” che sarà già predisposta con tutto l’occorrente e dove ci sarà lo spazioe per montare le tende personali (si prega di rispettare le indicazioni degli organizzatori e gli spazi assegnati).

Assistenza medica

Durante il cammino è sempre presente un servizio di assistenza medica, assicurato da medici ed infermieri dell’Ordine di Malta, che saranno attrezzati con un ospedale da campo ad ogni campeggio serale.
Ad ogni sosta, alcuni autobus saranno a disposizione per i pellegrini che trovassero difficoltà nel proseguire a piedi oppure, in caso di emergenza, per portarli all’ospedale più vicino.

Altre cose molto importanti

  • E’ importante vivere la spiritualità del pellegrinaggio all’interno del proprio capitolo
  • Ognuno è chiamato ad accogliere ed incoraggiare i pellegrini nuovi o soli
  • A meno di gravi impedimenti, conviene marciare fino alla fine della tappa
  • Indossare abiti adatti e mantenere un atteggiamento consono: sono proibiti vestiti immodesti, in particolare troppo corti, cropped tops, paramilitari, paraphernalia. L’uso di sostanze stupefacenti è severamente proibito. Alcolici e tabacco andrebbero moderati. I più giovani saranno particolarmente sorvegliati a questo proposito.
  • Rispettare il silenzio, quando richiesto. Telefoni cellulari e dispositivi elettronici (tablet, lettori mp3, etc…) vanno evitati durante la marcia, salvo emergenze.
  • Al fine di mantenere il decoro e la pulizia dei luoghi, è vietato disperdere i rifiuti
  • Se richiesto, è buona norma porgere il proprio aiuto agli organizzatori e rispettarne le istruzioni (in particolare, montare le tende solo nei posti contrassegnati).
  • I piedi: durante il pellegrinaggio è importante prendersi cura dei propri piedi in quanto camminare con le vesciche ai piedi è molto doloroso. Oltre alla tradizionale accortezza di indossare calzature comode e già utilizzate, calze di lana o cotone (non sintetiche), e può essere utile una soletta interna adatta.
    E raccomandata anche un crema per mani e/o piedi. In caso di problemi comunque non esitare a rivolgersi all’Ordine di Malta, il cui personale è sempre disponibile lungo la strada ed ai campeggi.

Gli organizzatori si riservano comunque il diritto di escludere chiunque non rispettasse le regole.

Contatti

Per informazioni, scrivere a ndc@sanremigioverona.org oppure a ndc.italia@gmail.com

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Organizzato in collaborazione con

 

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